MARCINELLE (BELGIO): (dell’inviata Patrizia Antonini),ÿ Duecentosessantadue rintocchi, uno per ciascuna delle vittime, di cui 136 italiane. La campana del Bois du Cazier torna a lanciare il suo monito nel 58mo anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle sciagure pi gravi avvenute in miniera, che un nello stesso destino lavoratori di dodici nazionalit diverse. La ricorrenza diventa cos occasione per riflettere sui pressanti temi dell’integrazione degli immigrati e della sicurezza sul luogo del lavoro, ma anche un forte sprone a perseguire questi obiettivi col massimo impegno al livello nazionale e comunitario, come sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un anniversario che richiama all’impegno comune per garantire a tutti migliori opportunit di lavoro e garanzie di sicurezza di fronte ad una crisi che spinge di nuovo molti italiani ad emigrare, osserva il ministro degli Esteri Federica Mogherini. Ma una commemorazione che invita anche a dare risposte efficaci ai migranti partiti per l’Europa da Paesi lontani, e che in molti vedono naufragare il sogno di una vita dignitosa ed in pace gi lungo il viaggio nel Mediterraneo. Perch per l’Italia Marcinelle soprattutto una tragedia dell’emigrazione, come evoca il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, presente alla cerimonia assieme all’ambasciatore italiano in Belgio Alfredo Bastianelli e al console generale di Charleroi Iva Palmieri. Un sacrificio che rimarr per sempre l’emblema dell’immigrazione italiana e dell’integrazione sociale, ricorda il presidente del consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, arrivato alla commemorazione col sindaco di Manoppello (Pescara), Gennaro Matarazzo, territorio che ha pagato il tributo umano pi alto. In effetti nel secondo dopoguerra in Belgio arrivarono in tanti, 140mila dall’Italia, per diventare ‘gueules noires’, facce annerite dal carbone. Questo anche in virt di un accordo: l’Italia inviava duemila minatori a settimana in cambio di 200 chili di carbone al giorno a emigrato. Ma l’8 agosto 1956, alle 8.10, nelle miniere del Bois du Cazier, ora patrimonio mondiale dell’umanit dell’Unesco, qualcosa ando’ storto. L’attivita’ di estrazione era appena cominciata quando improvvisamente, all’altezza della piattaforma del piano 975, la gabbia-ascensore in cui era stato inserito un carrello pieno di carbone, per sbaglio parti’ prima di chiudersi completamente. Nella corsa trancio’ di netto due cavi elettrici provocando un incendio. In breve le fiamme avvolsero travi e strutture in legno. Solo dodici operai riuscirono a risalire in superficie. Tutti gli altri lavoratori rimasero intrappolati sotto il livello dell’incendio. (ANSA).
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