A seguito della apertura della procedura di mobilit , che prevede il licenziamento di 25 dei 50 addetti e del incontro tra impresa e OO.SS., durante la quale la propriet a confermato di voler procedere con i licenziamenti, oggi, i lavoratori della Satis si sono riuniti in assemblea e hanno a gran voce rivendicato la difesa del posto di lavoro.Forte, infatti, stato il richiamo verso la propriet al senso di responsabilit e con determinazione hanno richiesto, dando mandato alle OO.SS., l’utilizzo del Contratto di Solidariet in alternativa ai preannunciati licenziamenti.Riteniamo questo un importante gesto di maturit dei lavoratori che, colti da una notizia cosi drammatica, avanzano una proposta di assoluta civilt e ricca di straordinario realismo. comAl moblificio Satis di Quarrata 25 operai in mobilit su un totale di 50 addettiAperta la procedura di mobilit alla Satis spa di Casini. Nella storica azienda quarratina di divani e poltrone, attiva da oltre quarant?anni, sono stati annunciati esuberi per la met dei dipendenti. Sono a rischio 25 posti di lavoro sui 50 totali.L?esigenza della societ sarebbe quella di riallineare i costi del personale al fatturato. Solo negli ultimi due anni infatti, la Satis avrebbe registrato un calo degli ordini di oltre il 40%. La situazione verr approfondita nei prossimi giorni attraverso nuovi confronti con i sindacati.Intanto il segretario Fillea Cgil, Marco Ballati, sottolinea che ®quella della mobilit non la strada da percorrere, non solo per quest?azienda ma per l?intero territorio¯. La Satis per, evidente, ha gi bocciato la possibilit di ricorrere ad altri ammortizzatori sociali. In passato era stata attivata la cassa integrazione ordinaria, senza farne un uso massiccio.L?impiego di dipendenti a rotazione sarebbe stato escluso dai vertici aziendali per una questione di esigenze produttive. L?azienda infatti sostiene di aver necessit di personale altamente specializzato e costantemente presente. Da qui l?epilogo arrivato con l?avvio della procedura di mobilit , che nei fatti porta a un ridimensionamento drastico del numero di operai e, con esso, a un taglio sui costi del personale ritenuti inadeguati al fatturato. Tra le ragioni che hanno portato al calo degli ordini, c? anche quella della situazione sociopolitica russa-ucraina e della svalutazione del rublo.La necessit dell?azienda di avere un numero contenuto di dipendenti specializzati. L?apertura della procedura per i dipendenti Satis, arrivata luned 21 scorso, l?ultima di una lunga serie a Quarrata. Uno dopo l?altro sono scomparsi siti produttivi che hanno fatto la storia del mobile imbottito e, con esso, di un?intera citt .Un?agonia che da anni attanaglia il settore dell?arredamento e che ha portato alla chiusura delle piccole e medie imprese, dei terzisti, e delle grandi aziende del mobile, come la Spagnesi di viale Europa (in mano alla barese Softline spa), dove nel dicembre scorso, dopo mesi e mesi di fermo della produzione, sono stati formalizzati i licenziamenti dei 42 dipendenti della societ .®Quella della riduzione del numero di operai e quindi dell?abbattimento dei costi del personale ? ribadisce Ballati sulla situazione generale che molte aziende della Piana stanno attraversando ? non la strada giusta da percorrere. Siamo convinti che sul territorio si stia diffondendo il lavoro illegale¯. Proprio dal segretario Fillea Cgil, nell?aprile scorso, era arrivato il grido d?allarme sul mobile nostrano.®Quarrata ? aveva detto Ballati – sta scegliendo la via dell?illegalit con il ricorso al lavoro nero e con l?unico obiettivo di abbattere i costi. Quello che stiamo facendo oggi con gli ammortizzatori sociali, tenere in piedi siti produttivi che hanno scelto come prospettiva un sistema di lavoro in conto terzi attaccato all?illegalit ¯. Davanti alla crisi nera del mobile imbottito e dell?arredo, Ballati chiede l?interessamento delle istituzioni locali.®Vista la grande quantit di aziende che stanno ricorrendo in modo massiccio agli ammortizzatori sociali e quelle che hanno gi chiuso, credo ci sia estremo bisogno di fare una riflessione che coinvolga le istituzioni¯ conclude il segretario.Beatrice Faragli da iltirreno.it
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