Se fossero solo i dipendenti ad essere contrari al trasferimento potremmo anche arricciare il naso e cavarcela con ‘i soliti refrattari ad ogni qualsivoglia cambiamento’ o, se preferite, con ‘quelli che non vogliono fare un passo in pi per andare al lavoro’. Ma questa volta la considerazione non regge. Prima di tutto perch sindacato e lavoratori propongono un polo doganale integrato Fireze-Prato al servizio dell’area vasta e dunque potrebbero finire anche pi lontano dell’Osmannoro, poi perch ad essere contrari sono le imprese, gli operatori, gli spedizionieri, e pure il Corpo Forestale dello Stato storce il naso in quanto erogatore di un servizio (certificazione Cites) strettamente connesso a quello doganale e di fondamentale importanza per tutto il distretto manifatturiero.Il trasferimento all’Osmannoro a due passi da Case Passerini pone una questione ambientale e sopratutto una questione sanitaria. Ci si troverebbe infatti nel bel mezzo di un?area che gi presenta una elevata criticit ambientale e sanitaria, destinata ad aumentare per la presenza del futuro termovalorizzatore: la stessa ASL ha infatti prescritto che tutti i lavoratori della zona siano sottoposti a un piano di sorveglianza ?degli effetti sugli esiti riproduttivi (aborti spontanei, nati pretermine eo di basso peso, malformazioni congenite ecc.) e sull?incidenza dei tumori potenzialmente correlabili alle emissioni del termovalorizzatore’ ed ha proposto un progetto di ?controllo della contaminazione della catena alimentare da IPA, diossine e PCB?.Il rischio dunque reale, conclamato e non inventato. Le mille ragioni di una contrariet sostanziata con i documenti relativi alle prese di posizione non solo sindacali e con quelli ufficiali relativi alla questione sanitaria in unaCONFERENZA STAMPAMERCOLEDI’ 23 LUGLIO 2014 ORE 12.00CO CGIL REGIONALE (saletta 1ø piano)VIA PIER CAPPONI, 7 -FIRENZE-
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