Le donne vittime di violenza e maltrattamenti si rivolgono di pi al pronto soccorso, che a polizia, consultori, servizi sociali e volontariato. E tra quelle che richiedono un trattamento per lesione facciale, in un caso su tre probabile che sia vittima di violenza e abuso. Sono questi alcuni dei dati raccolti dall’Osservatorio Fnomceo (Federazione degli ordini medici) della Professione Femminile, tramite le testimonianze di medici e psicologhe. Come spiega sul sito della Fnomceo la coordinatrice dell’Osservatorio, Annarita Frullini, si tratta di voci che raccontano di buone pratiche realizzate in citt diverse: Milano, Roma e Napoli. Il numero delle vittime che si rivolge ai presidi sanitari, in particolare a quelli di primo intervento e di emergenza, nettamente superiore – continua – a quello delle donne vanno da polizia, consultori, servizi sociali e di volontariato, come evidenzia Elvira Reale, direttore dell’unit di Psicologia clinica di Napoli. Il femminicidio spesso l’epilogo di maltrattamenti subiti dal proprio compagno. La donna pu reagire alla violenza – aggiunge Gloria Angeletti, responsabile del Centro Prevenzione e Cura del Disagio Psichico della Donna dell’ospedale Sant’Andrea di Roma – o con compostezza apparente e inibizione delle emozioni, o con parole e comportamenti di disperazione e rabbia. Secondo Alessandra Kustermann, direttrice del Centro antiviolenza della Clinica Mangiagalli di Milano, per modificare una cultura diffusa di predominio bisogna intervenire nell’educazione dei bambini delle scuole materne e elementari e coinvolgere gli uomini nella stigmatizzazione di comportamenti ritenuti accettabili. Antonella Polimeni, direttrice del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e della Sapienza di Roma, rileva poi come una donna che richiede un trattamento per lesione facciale ha una probabilit su tre di essere vittima di violenza e abuso. A tal fine l’ordine di Roma ha organizzato incontri sul ruolo dell’odontoiatra nella gestione della violenza. (ANSA).
152 minuto di lettura