La partecipazione al mercato del lavoro strettamente legata all’istruzione. Dati alla mano, quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat che indica come tra gli uomini di 30-34 anni, l’80% di laureati o diplomati occupato contro il 67,4% di quelli con al pi la licenza media; se laureate, le donne sono occupate nel 73,6% dei casi contro il 37,5% di quelle che hanno al pi la licenza media.Nel 2013, nella media Ue28 tra coloro che hanno 20-34 anni e hanno concluso il percorso di istruzione e formazione (diploma e laurea) da uno a tre anni, il 75,4% occupato, contro il 48,3% dell’Italia. La differenza nella quota di occupati tra Italia e Ue28 alta soprattutto per i neodiplomati (40,8% contro 69,5%), pi contenuta per i neolaureati (56,9% contro 80,7%).Sul fronte della ricerca del lavoro, i giovani 15-34enni ricorrono prevalentemente alla rete informale di parenti e conoscenti (81,9%), inviano curriculum (76,3%), utilizzano Internet (63,6%) e consultano le offerte sui giornali (51,5%). Inoltre, il 39,8% sceglie un canale di intermediazione; il 29,3% il centro pubblico per l’impiego e il 20,8% altre agenzie private. Rispetto al 2008 crescono considerevolmente il ricorso a Internet (22,1 punti percentuali in pi) e al centro per l’impiego (+5,8 punti), specie nel Nord. Le azioni di ricerca considerate pi efficaci da chi ha iniziato a lavorare nel 2013 sono la rete di parenti e amici (lo dichiara oltre un terzo), la richiesta diretta a un datore di lavoro (26,3%) e le precedenti esperienze di stage o tirocinio svolte presso l’azienda (11,8%). Particolarmente bassa la percentuale di chi ha trovato lavoro grazie al centro pubblico per l’impiego (appena l’1,4%) o con altre agenzie private (5,4% dei neo-occupati). (Adnkronos)
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