TENUTA DI SUVIGNANO. DA SPI TOSCANA SCONCERTOPER LA VENDITA

Firenze – Le Segreterie Regionali toscane di CGIL e SPI, esprimono il proprio rammarico e sconcerto circa la decisione dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalit… Organizzata di mettere in vendita la Tenuta di Suvignano nel Comune di Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena.ÿIn nome di quella stessa lotta per la Legalit… che da anni vede impegnati la CGIL Toscana e il Sindacato Regionale dei Pensionati (SPI), non Š possibile accettare n‚ condividere, una scelta come questa che di fatto vanifica irrimediabilmente (a distanza di 19 anni dalla prima confisca del bene ) quanto di pi— positivo e concreto Š stato fatto fino ad oggi in Toscana, in centro Italia, in materia di confisca di beni mafiosi a Cosa Nostra.ÿL’azione decisa, congiunta e coordinata dell’associazionismo e degli Enti e Istituzioni Locali toscane ha elaborato e prodotto proposte concrete (come quella presentata nel gennaio u.s. e giudicataÿ interessante dall’allora Ministro Severino ) attraverso la quale sviluppare e rilanciare l’azienda che, oggi in ottimo stato, ha una superficie di oltre 700 ettari con 18 poderi.ÿPer chi, come anche la CGIL, si Š fatto promotore della proposta di legge di iniziativa popolare per favorire l’emersione alla legalit… e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalit… organizzata, Io Riattivo il Lavoro, quanto avvenuto rappresenta uno schiaffo alla lotta antimafia e ci rafforza nella convinzione che i beni confiscati debbano trovare quanto prima una rapida destinazione se si vuole evitare che, ogni ogni bene sequestrato non utilizzato rappresenti una vittoria delle organizzazioni criminali e rischi di far passare il messaggio che senza di loro, lo Stato non Š in grado di assegnare ci• che sequestra.ÿPer queste ragioni, continueremo a batterci per riaffermare l’uso sociale dei beni confiscati a partire da Suvignano per evitare il rischio (come in questo caso) che attraverso una procedura impropria e affrettata di vendita, il bene confiscato possa ritornare nelle mani di coloro a cui era stato giustamente sottratto.

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