C?? una buona notizia, l?Europa promuove l?Italia. La cattiva notizia ? che non la promuovono gli italiani . Nel giorno nel quale l?Europa fa cadere la procedura di infrazione per eccesso di deficit aperta nel 2009 contro l?Italia per colpa del Governo Berlusconi, sul piano elettorale si assiste al pi? grande tonfo partecipativo della storia del Paese.Si dice che il voto a Roma guidi il primato della disaffezione ma per il momento non pare sola.Anche in Toscana, se si esclude Massa, i dati della disaffezione parlano chiaro.In questa dicotomia c?? il senso della fase che stiamo vivendo: c?? il tema non tanto del risanamento, tanto necessario quanto utile per un paese ostaggio del suo debito e di coloro che vi lucrano speculandoci, quanto piuttosto della qualit? sociale dell?intervento che ? stato messo in atto privo di un qualsiasi ancoraggio a elementari principi di equit?, di solidariet?, di giustizia sociale.In questo vuoto che si ? voluto costruire fra il governo degli eletti e il popolo, quest?ultimo si ? sentito depauperato della necessit? di condividere un progetto un ?mito fondativo? ed il popolo ha reagito con il ?mandiamoli tutti a casa?. Progetto di corto respiro anch?esso dato che ieri a casa sono rimasti gli elettori mentre nuovi eletti da pochi saliranno ai posti di comando.C?? allora un altro lavoro da fare, pi? paziente o pi? umile. Ricominciare dal basso, dalla gravit? delle condizioni che vivono le persone, dal bisogno di lavoro che ? il primo guaio del Paese. Questi giorni nei quali si prepara la manifestazione unitaria del 22 giugno si deve far questo.Si deve riportare la nostra gente ad usare ed osare la democrazia
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