La decisione del consiglio di amministrazione dell’universit di Pisa di aumentare le indennit di rettore, prorettori e direttori di dipartimento, oltre che di raddoppiare il gettone di presenza ai consiglieri di amministrazione definita fuori luogo e quasi offensiva da tutti i sindacati delle rsu d’ateneo, soprattutto per il difficile momento che il Paese attraversa e considerando la scarsit di risorse a disposizione del sistema universitario, oltre al totale blocco degli stipendi che coinvolge gran parte del personale pubblico. Non accettabile – proseguono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Usb – che tutto ci sia giustificato dal fatto che, nel complesso, lo stanziamento totale destinato a queste indennit diminuir in ragione della diminuzione delle posizioni a seguito dell’applicazione della legge 240 e della conseguente riorganizzazione dell’ateneo. Sicuramente la riforma aumenter il lavoro per chi riveste queste cariche, ma ci vuol dire che minore sar l’impegno e il tempo che rettore, prorettori e direttori impiegheranno a svolgere le attivit di ricerca e a preparare le lezioni per gli studenti, senza che ci porti a una diminuzione dei loro stipendi. I sindacati fanno anche la radiografia all’aumento delle indennit e risulta che, secondo i loro calcoli, per rettore, prorettore vicario e prorettori lo stanziamento destinato praticamente raddoppiato e passa da 135 a 250 mila euro. Un incremento, concludono i sindacati, che porter il rettore Massimo Augello a essere tra i pi pagati d’Italia anche rispetto a universit assai pi grandi come La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli. Boccia l’aumento delle indennit anche il Psi pisano che con il segretario provinciale, Giuliano Bani, afferma di percepire un sentimento di tristezza e aggiunge che proprio al pi alto livello dell’istituzione a cui tutti siamo profondamente attaccati per i livelli di eccellenza e di prestigio espressi, non si manifestata un’adeguata sensibilit sociale. Il problema non contabile ma di consapevolezza e di tatto: mentre un intero ceto sociale sta sprofondando nella miseria e nella precariet , sono le istituzioni, non esclusa quella universitaria, che devono per prime dare segnali forti e significativi.(ANSA).
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