L.STABILITA’: SCUOLA;FLASH MOB PROF, NO A 24 ORE PROTESTANO CON PENNE ROSSE; DOMENICA 4 NOVEMBRE NUOVO SIT IN

Hanno portato i compiti davanti al Ministero dell’Istruzione e li hanno corretti per strada. Poi hanno sollevato in aria le penne rosse, uno dei simboli classici dell’insegnamento, e hanno gridato in coro scuola pubblica, scuola pubblica. Prima di andarsene hanno lasciato le loro penne sulla scalinata che porta al dicastero, vicino alla scritta Scuola pubblica, fatta con le carote, altro simbolo delle protesta. Un nuovo flash mob della scuola, oggi a Roma. Come domenica scorsa, questa mattina centinaia di insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado si sono ritrovati davanti al Miur per dire no all’aumento delle ore di insegnamento da 18 a 24, provvedimento contenuto nella legge di stabilit…. Un movimento spontaneo, che si organizza tramite il classico tam tam, i social network (con gruppi di 3-4 mila iscritti su Facebook, spiegano) e un nuovo canale su Youtube, Teacherpridetv. Nessun simbolo politico o sindacale, precisano, solo rabbia. Questa settimana c’‚ stata una campagna di disinformazione sulla legge di stabilit…. La Commissione Cultura della Camera non ha dato nessun parere sull’aumento delle ore di insegnamento e non Š sicuro che questo provvedimento verr… ritirato, come ‚ stato annunciato, ha detto al megafono uno dei coordinatori del movimento, Alessandro Natalini, professore di lettere in una scuola media di Centocelle. Per questo, ha aggiunto, vogliamo che il presidio dei professori davanti al Miur diventi permanente: vogliamo ritrovatrici qui ogni domenica finch‚ non ci sar… chiarezza. Prossimo appuntamento annunciato, dunque, il 4 novembre alle 11 mentre proteste simili si sono svolte oggi anche in altre citt… come ad esempio Pescara. Se facciamo un calcolo delle ore che dedichiamo alla scuola nel corso di una settimana, non sono 18 ma 43,5, ha sottolineato una manifestante, professoressa di matematica e fisica al liceo scientifico Talete. Siamo considerati una classe di privilegiati e fannulloni, invece siamo un’agenzia educativa come la famiglia. La scuola statale Š sotto attacco, ha aggiunto Paola Mastrantonio, docente di storia e filosofia sempre al Talete. Cinque ore consecutive, da sessanta minuti ciascuna, senza un intervallo, sono insostenibili. Come si fa a non capire il nostro lavoro?, si ‚ chiesta una professoressa di francese di una scuola media. Ho nove classi di circa 30 alunni – aggiunge – 250 compiti in classe da correggere e 250 cinquanta genitori ai colloqui. Con l’aumento delle ore di insegnamento i compiti sarebbero ogni volta 350. E’ importante stare qui la domenica quando il Ministero Š chiuso per far capire che la scuola si fonda sul lavoro volontario delle persone, ha rimarcato Natalini. In piazza, oggi, anche la protesta contro i blitz nelle scuole romane da parte di gruppi di estrema destra (la scuola ‚ pubblica ed Š antifascista, hanno gridato i prof.) e contro le affermazioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero: Io sono ‘choosy’ verso i tagli alla scuola: no alle 24 ore, si leggeva sui cartelli appesi al collo di alcuni manifestanti. I docenti sono schizzinosi, dunque, ma non verso il lavoro, piuttosto verso le scarse risorse destinate alla scuola. (ANSA)

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