Esaminando le risposte del Governo, non possiamo non notare che molte di queste siano solo degli auspici, che come noto non impegnano nessuno e non aiutano a risolvere la difficile situazione che vive la nostra maggiore impresa, n tanto meno la stessa Finmeccanica; stupisce quindi, che il soggetto decisore delle politiche Industriali del Paese e anche attraverso la Golden share della stessa Finmeccanica, non dichiari apertamente la direzione di marcia che deve assumere la sua conglomerata industriale sulla sorte del suo settore civile, continuando ad individuare sbagliando, nella divisione dal settore militare il suo core business per il futuro, quando si potrebbe mettendo in sinergia il patrimonio tecnologico avere tutte le condizioni, per innovare e competere con livelli di eccellenza e senza aggravio di costi con tutte le proprie imprese sui mercati nazionali e internazionali. E’ quanto sostengono Fim, Fiom e Uil pistoiesi, a seguito delle comunicazioni del sottosegretario De Vincenti al Senato, per effetto dell’interpellanza sottoscritta da 53 Senatori del Partito Democratico. Riteniamo – concludono i sindacati – che il Governo non abbia fugato nessuna delle criticit esposte dal sindacato e dalle istituzioni, n riguardo al riconoscimento della strategicit del settore, n dal punto di vista industriale (siti produttivi), n dal punto di vista occupazionale ed economico finanziario, n rispetto alla natura di qualsiasi processo ipotetico di partenariato. (ANSA).
90 minuto di lettura