LAVORO: SENZA RINNOVO CONTRATTI CROLLO RETRIBUZIONI A INIZIO2013

In assenza di rinnovi la crescita annua dell’indice delle retribuzioni contrattuali da gennaio 2013 crollerebbe, attestandosi allo 0,9%. E’ quanto rileva l’Istat, in base alle proiezioni dell’indice. Infatti, per la fine di dicembre 2012 sono in scadenza gran parte dei contratti dell’industria.Ad agosto, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo si Š ridotta al 29,0%, ma i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 32,1 in deciso aumento rispetto ad agosto 2011 (20,4). L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti Š di 9,3 mesi, anch’essa in crescita rispetto a un anno prima (6,8). Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo Š pari al 7,6%, valore, in diminuzione sia rispetto al mese precedente (8,5%) sia ad agosto 2011 (12,9%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 32,4, mentre l’attesa media Š di 2,4 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore. Si tratta, nel complesso, di 3,8 milioni di dipendenti.Nel dettaglio le retribuzioni contrattuali orarie ad agosto segnano un lieve aumento su luglio, salendo dello 0,1%, mentre aumentano dell’1,6% su base annua. Lo rileva l’Istat. Le retribuzioni in termini congiunturali restano cos pressochŠ ferme, invece sul tendenziale, pur se in piccola accelerazione, rimangono sotto al livello d’inflazione annuo dello stesso mese (+3,2%), con una differenza di 1,6 punti. Quindi il ritmo di crescita dei prezzi Š circa doppio.Con riferimento alle principali macro-aree, ad agosto le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che ad agosto presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli, gomma plastica e lavorazioni di minerali non metalliferi (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa (2,7%). Si registrano, invece, variazioni nulle per telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione. Su base mensile l’indice orario delle retribuzioni contrattuali registra, spiega l’Istat, una variazione dello 0,1% come conseguenza dell’applicazione di alcune clausole contrattuali, mentre le retribuzioni per dipendente restano ferme. da repubblica.itÿ

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