Duecentosettanta (270) il numero di giorni che i lavoratori dell’azienda RDB hanno passato in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento di Montepulciano.La rabbia, la tenacia, la grande forza di volont e determinazione hanno permesso ai lavoratori di resistere fino ad oggi, preservando integralmente lo stabilimento dall’assurda volont di cessare la produzione e smantellare la struttura poliziana, scelta operata da una guida aziendale scellerata e incapace che ha portato al declino di tutto il Gruppo.FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Siena, assieme alle corrispettive organizzazioni nazionali e alle istituzioni interessate, appena conosciuta la vera entit della crisi, avevano chiesto con forza il commissariamento, al fine di tutelare l’attivit e i livelli occupazionali, ma a fronte di un?azienda sorda e della concessione di ulteriori crediti stato optato per la cessione della propriet ad una societ che non poteva essere in grado di effettuarne il rilancio non apportando alcuna liquidit aggiuntiva.Seppur sgomenti, non ha stupito, al termine dell’ennesimo Consiglio di amministrazione del 26 giugno scorso, l’approvazione del bilancio sul presupposto della non continuit aziendale, ritenendo impraticabile l’ipotesi di un concordato preventivo e dando mandato di depositare presso il Tribunale di Piacenza ricorso per ammissione ad amministrazione straordinaria, chiaramente e purtroppo con un ritardo che ha ridotto drasticamente i posti di lavoro salvabili e la reale possibilit di futuro anche per quei pochi.A fronte di tale drammatica situazione l’Azienda, dimostrando ulteriormente il proprio disinteresse per le conseguenze sui lavoratori, ha annullato l’incontro del 28 giugno con un generico rimando al futuro Commissario e si presentata al tavolo presso il Ministero del lavoro del 3 luglio dando disponibilit a ritirare la procedura di mobilit aperta – cosa che per le organizzazioni sindacali era scelta di buonsenso per lasciare al Commissario una situazione libera da ostacoli – solo a fronte della certezza sulla possibilit di utilizzo di strumenti alternativi.Il rimando del tavolo ministeriale al prossimo 19 luglio avr infatti come obbiettivo il valutare se gi possibile usufruire di cassa integrazione straordinaria per amministrazione straordinaria – se nel frattempo sar dichiarata l’insolvenza aziendale – o se si ricorrer alla cassa integrazione in deroga. Nel primo caso comunque la scelta sar certamente non indolore per i lavoratori, perch dovr essere atteso il Commissario, che potrebbe arrivare anche dopo 90 giorni. Va da s che data l’attuale situazione fondamentale l’impegno di istituzioni e politica – che fino ad oggi hanno seriamente e fattivamente assistito la vertenza – per ridurre al massimo i tempi delle procedure in atto, perch alla gi grave situazione non si sommi anche la sospensione della corresponsione delle indennit di integrazione.? evidente per che per lo stabilimento di Montepulciano le soluzioni per un possibile futuro vanno cercate altrove e ora pi che mai una corsa contro il tempo perch anche le disponibilit a suo tempo manifestate dal Ministero dello sviluppo economico per creare situazioni favorevoli alla ripartenza del sito svaniscono in concomitanza dell’arrivo del Commissario.Di questo e di quanto ancora potr durare il presidio davanti ai cancelli si discuter nell’assemblea dei lavoratori indetta per domani mattina, prima della visita prevista da parte delle istituzioni comunali e provinciali.FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Sienaÿ
89 2 minuti di lettura