CRISI: L’EURO E’ IRREVERSIBILE E PER LA CRESCITA 130 MILIARDI (IL PUNTO)

Se nel trattato di Roma affondano le radici della costruzione della casa comune europea, la citta’ eterna lega ancora una volta il suo nome ai destini dell’Europa. Tutte le strade portano a Roma ha sottolineato il premier Mario Monti chiudendo la conferenza stampa al termine del vertice a Villa Madama delle principali quattro economie dell’area euro. Nessuna decisione concreta, ma non poteva essere diversamente, ma l’appuntamento odierno segna in modo chiaro il percorso individuato per superare una crisi diventata esistenziale per la moneta unica.Monti, Merkel, Hollande e Rajoy hanno inviato ai cittadini europei ed ai mercati finanziari un messaggio inequivocabile.L’euro e’ irreversibile e i paesi del club della moneta unica si impegnano a varare misure efficaci e concrete per favorire crescita e occupazione. Da Roma vengono gettate le basi per compiere quel passo in avanti dell’Europa che tutti auspicano.Dal vertice a quattro di oggi a Villa Madama non esce la soluzione che salvera’ l’euro ma e’ innegabile il profondo cambiamento delle priorita’ e delle politiche rispetto all’incontro di novembre a Strasburgo tra Monti, Merkel e l’ex presidente francese Sarkozy. Ci sono voluti sette mesi ma il cancelliere tedesco oggi per la prima volta ha rilevato che l’emergenza ora e’ crescita e creazione di posti di lavoro. L’asse Parigi-Berlino che ha contribuito in modo decisivo a trasformare la crisi greca in una crisi esistenziale dell’euro appartiene a un lontano passato. E’ innegabile che i risultati odierni con l’annuncio di un pacchetto di misure a favore della crescita pari all’1% del pil europeo rappresentino una svolta. Ed e’ stato decisivo il contributo del premier Mario Monti che sette mesi fa assicurava partner europei e mercati che l’Italia avrebbe fatto i compiti, non perche’ li chiedeva l’Europa ma per dare una prospettiva al paese, e che dopo il salva Italia e’ stato l’artefice della strategia che ha portato l’Europa a riordinare l’agenda mettendo in cima crescita e occupazione.La lettera proposta da Monti e David Cameron a febbraio e sottoscritta da 17 paesi Ue sulla necessita’ di favorire misure per la crescita senza debordare dal rigore nei conti pubblici ha rappresentato l’inizio della svolta. Il futuro dell’Europa passa attraverso il coinvolgimento di tutti i partner. In pochi e Monti tra questi tentano fino all’ultimo di convincere il governo di Londra a firmare il fiscal compact. La soluzione della crisi passa ancora attraverso una strada impervia e piena di ostacoli ma e’ una novita’ rilevante che al vertice europeo della prossima settimana si parlera’ di un pacchetto per la crescita che mobilitera’ intorno ai 130 miliardi di euro. Ed e’ altrettanto rilevante che si vada affermando la consapevolezza che l’Europa non puo’ rimanere in mezzo al guado ma deve essere completata rapidamente l’architettura normativa della casa comune.L’euro non era il punto di arrivo ma doveva essere l’inizio di un percorso di integrazione. ASCA

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