FINMECCANICA:FIRENZE,UN’ORA SCIOPERO CONTRO RISTRUTTURAZIONE

Uno sciopero unitario di un’ora contro il piano di ristrutturazione di Finmeccanica. E’ quanto svolto oggi, informa una nota, dai lavoratori Selex Elsag e Selex Galileo che hanno anche deciso di devolvere un’ora di stipendio alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. Una delegazione composta dai segretari provinciali di Fiom, Fim e Uil, insieme a rappresentanti delle Rsu delle due aziende Š stata ricevuta in Prefettura. I rappresentanti dei lavoratori, prosegue la nota, hanno espresso preoccupazione per per la fumosit… del piano industriale di Finmeccanica con il progetto di unificazione chiamato ‘Grande Selex’ e hanno anche sottolineato che malgrado le sollecitate richieste di incontro al Governo per gli stabilimenti fiorentini, ad oggi non c’‚ stata alcuna risposta. Per le rappresentanze sindacali ‚ inaccettabile che ad oggi non vi sia il finanziamento da parte del Governo di 150 milioni di euro sul progetto Tetra, e l’esclusione di Selex Galileo dal bando Asi (Agenzia spaziale italiana) per la realizzazione del satellite Opsis. (ANSA1.500 IN CORTEO A FABRIANO,’NONE SI PUO’ SALVARE’ ).LAVORATORI DA TUTTA ITALIA MARCIANO CON SINDACI E VESCOVOMillecinquecento lavoratori di Fabriano, None (Torino), Comunanza (Ascoli Piceno), Caserta. Ma anche sindaci, amministratori locali e il vescovo di Fabriano: una marcia di un chilometro, dal centro di Fabriano alla sede legale della Indesit Company, multinazionale degli elettrodomestici, per chiedere all’azienda (4.500 addetti in Italia) di ripensarci, e non chiudere la fabbrica di None spostando la produzione delle lavastoviglie in Polonia. Otto ore di sciopero, indette da Fiom, Fim e Uilm in tutti gli stabilimenti del gruppo, e un maxi corteo – svoltosi senza incidenti – per sostenere che dalla crisi non si esce chiudendo le fabbriche e perdendo posti di lavoro e che None (360 addetti, oggi impiegati al 50%), una grande storia industriale alle spalle, si pu• salvare, riorganizzandola. Il timore dei sindacati – a Fabriano i leader nazionali di settore Anna Trov• della Fim, Alessandro Pagano della Fiom e Gianluca Ficco della Uilm – Š che l’azienda, finora campione della responsabilit… di impresa – possa gradualmente disimpegnarsi dall’Italia, e delocalizzare in Polonia e in Turchia. Un’ipotesi smentita dal management, che sottolinea di aver tentato in tutti i modi il rilancio del sito produttivo di None, investendo 14 milioni di euro in tre anni dopo l’accordo firmato nel luglio 2009 con i sindacati. In tre anni per• lo scenario ‚ peggiorato, il mercato della lavastoviglie Š sceso ancora. Dunque, non resta che chiudere, con la Cigs per cessazione di attivit…. Indesit assicura ogni sforzo per la ricollocazione dei 360 addetti, e ora gli occhi sono puntati sul tavolo convocato per il 19 giugno al ministero dello Sviluppo economico. Da l dovranno arrivare proposte concrete – ha detto il vice sindaco di None Stefano Rizzo – perch‚ senza un piano industriale ci saranno solo desertificazione del territorio e precariet…. Al suo fianco il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, pronto ad azioni nei confronti della Regione, della Provincia e dello Stato. Vogliamo difendere sia chi il lavoro lo crea, sia chi lo difende. La preoccupazione – in un territorio monoproduttivo gi… colpito dal declino dell’A. Merloni (1.500 addetti in Cigs) – serpeggia anche fra le tute bl— Indesit delle fabbriche di Melano (una decina di giorni di cassa integrazione da gennaio) e Albacina (13 giorni). Il caso None – ha detto dal palco Andrea Cocco, segretario provinciale Fim – incombe su tutto il gruppo: vogliamo sapere da Indesit qual’‚ il suo ‘progetto Italia’. Per Pagano (Fiom) il Governo deve difendere uno a uno tutti i posti di lavoro: dobbiamo costruire un patto con il sistema industriale per dare futuro all’Italia. Uno sforzo comune – ha aggiunto Ficco della Uilm – per salvare l’attivit… industriale del Paese. Ma non solo: dalla tutela dei posti di lavoro dipende l’unit… delle famiglie, sia a livello materiale sia spirituale ricorda mons. Giancarlo Vecerrica. Ma il mercato del bianco Š in affanno, e Indesit ha chiuso il primo trimestre con un calo del 45,6% del risultato netto: male la domanda in Italia, Spagna e Portogallo, mentre Russia e Polonia tirano ancora.(ANSA).

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