Il sistema portuale italiano alla conquista della Cina. Da oggi l’Italia dei porti presente a Shanghai alla Transport and Logistic China, una delle pi importanti fiere del settore al mondo, giunta alla sua quinta edizione. Con uno loro stand istituzionale, i porti italiani si sono presentati uniti e in forze, sotto lo slogan sullo stand Italy all in one. Siamo qui a rappresentare l’intero sistema portuale italiano – ha detto all’ANSA Luciano Guerrieri, vicepresidente Assoporti e presidente dell’Autorit Portuale di Piombino e dell’Elba – con i nostri 23 porti che possono sopperire a tutte le richieste, tutte le funzioni necessarie. Portiamo con noi la ricchezza e le diverse professionalit , le diverse tipologie della nostra offerta portuale. E’ un grosso capitale che l’Italia mette a disposizione. L’attuale situazione economica come vi vede posizionati? Cerchiamo di migliorare le nostre infrastrutture e l’innovazione per essere pi competitivi – ha spiegato Guerrieri -. Dobbiamo guardarci dal Nord Africa, dove sono molto aggressivi, e ricevono aiuti. Noi paghiamo una pesante burocrazia. Cerchiamo di dare un buon servizio a prescindere dalla crisi. L’Unione Europea dovrebbe intervenire forte sulla Grecia, perch la crisi del Paese si riflette anche su noi. Avete scelto la Cina, che ha gi rapporti diretti con molti di voi. Che significa oggi il Paese del dragone per i porti italiani? La Cina sicuramente una grande risorsa – ha detto Guerrieri – sia in termini di merci che in termini di investimenti diretti. Alcuni nostri porti gi vantano collaborazioni con societ cinesi, altri le cercano. Ma noi abbiamo soprattutto bisogno dell’appoggio delle Autorit italiane, che ci aiutino, ci sostengano. Abbiamo bisogno di essere messi in condizione di competere con gli altri, di non pagare in termini di burocrazia e altro. Dobbiamo limitare il gap rispetto agli altri. Tutti i porti presenti a Shanghai hanno illustrato piani di espansione, investimenti e progetti in prospettiva, sperando anche in una concreta risposta da investitori stranieri, cinesi in testa. Quello del sostegno governativo il motivo ricorrente che tocca tutte le Autorit Portuali italiane presenti a Shanghai. Non si capisce, ad esempio, come non si possano avere aiuti statali per leggi europee, mentre la stessa Unione europea aiuta i porti concorrenti del Nord Africa. Eppure, dati alla mano, i porti italiani sono tutti concordi nel dire che offrono la migliore situazione logistica e costi molto bassi a fronte di una grande professionalit , ma pagano in termini di burocrazia e di infrastrutture immateriali. Necessari, a dire di tutti, il miglioramento del sistema dei controlli, della sanit marittima, della dogana. La soluzione potrebbe essere la realizzazione dello sportello unico, tanto agognato. In un momento come questo – ha detto il console italiano a Shanghai Vincenzo de Luca che, accompagnato dal direttore dell’Ice Maurizio Forte, ha visitato lo stand italiano – che i porti italiani siano qui nella loro unitariet , nel loro insieme, non privilegiando regionalismi o localismi esasperati, ma presentando il sistema nel suo complesso. Cos vince il Sistema Italia.(ANSA).
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