L’Italia ? tecnicamente entrata in recessione. In parole povere ? il terzo trimestre che invece di crescere la nostra economia arretra. Tutti sanno che siamo agli inizi, che peggiorer? e nessuno ne vede la fine. Nonostante ci?, ancora non c’? traccia di qualcosa di serio per venirne fuori. Manca una politica per la crescita. Al contrario, le politiche che dominano in Europa hanno il solo chiodo fisso e il solo obiettivo del ?rigore?, il che puntualmente si realizza con tagli al sociale e alla buona occupazione. ? un mantra che ha imprigionato molti governi e uno stuolo di commentatori europei, ignari di quello che stanno facendo e dell’ammonimento che gi? 50 anni fa un economista come Samuelson, a chi predicava le politiche di soli tagli, diceva ?l’austerit? […] in piena recessione ? una pessima idea?.Ma non ? la sola idea sbagliata.C’? anche quella di chi mentre monta la recessione ritiene necessario cancellare strumenti che tutelano i lavoratori come la cassa integrazione o magari pensano di favorire i giovani aumentando la possibilit? di licenziare. Sono idee sbagliate che contraddicono i buoni propositi annunciati dal governo nell’incontro di mercoled scorso con le parti sociali sul tema della precariet? e del contrasto al suo abuso. Quello lanciato dalla ministra Fornero ? un segnale che non vogliono lasciare cadere ma che al contrario vogliono sviluppare concretamente, ribadendo per? da parte nostra che non pu? essere pagato da scelte sbagliate che danneggerebbero milioni di persone.Per fare le cose giuste non si possono commettere ingiustizie. Perci? questa trattativa, a partire dall’incontro di oggi, luned 20 febbraio, vedr? la CGIL impegnata a cercare tutte le condizioni per un accordo che a partire dalla crescita tolga il Paese da questa crisi senza consentire nuove ingiustizie.
99 minuto di lettura