Presido, questa mattina dalle 11 alle 12.30, dei lavorotori di Canale 10, davanti agli studi tv, per protestare contro il persistere della cassa integrazione straordinaria, in atto da 14 mesi, i ritardi nella retribuzione (deve essere pagata ancora la mensilit d’agosto), la mancata concessione dei ticket pasto e soprattutto la totale mancanza di risposte da parte della propriet sul futuro occupazionale ed editoriale dell’ emittente. Alla protesta hanno partecipato giornalisti, tecnici e impiegati. Sono intervenuti anche il presidente dell’ Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli e il presidente dell’ Associazione stampa toscana Paolo Ciampi. Quella di Canale 10 una situazione molto preoccupante: dopo 14 mesi di cassa integrazione non si intravede ancora uno sbocco positivo. Nutriamo forti timori – hanno detto Bartoli e Ciampi – non solo per il posto di lavoro di molti giovani colleghi, ma anche per la sopravvivenza di una voce importante per il pluralismo in Toscana. A Comune, Provincia e Regione chiediamo un intervento risoluto per chiamare la propriet a un confronto e ad un impegno per il rilancio dell’emittente. Nonostante questo, fino ad oggi, gli impiegati, i tecnici, i giornalisti di Canale 10 hanno continuato ad operare assicurando gli spazi informativi e di approfondimento dell’emittente con la professionalit che li ha sempre contraddistinti, dicono Bartoli e Ciampi. Ora – concludono il presidente dell’ Ordine e quello dell’ Ast – la situazione insostenibile anche alla luce dell’assenza di serie prospettive produttive, editoriali e occupazionali. Ad esplicitare le difficolt di Canale 10 ci sono i numeri degli occupati: erano 34 a maggio 2009, sono 22 oggi. I giornalisti sono passati da 15 a 9, i tecnici da 12 a 7, gli impiegati da 7 a 6. (ANSA).
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