Hanno deciso di incrociare le braccia, questa mattina, per otto ore di sciopero, gli operai della Gessi Roccastrada, dopo la tragedia di mercoled pomeriggio, quando il loro collega, Leonardo Fracassi, ha perso la vita schiacciato da un muletto. Alla cava i lavori si sono fermati anche ieri, ma la decisione dello sciopero arrivata, in mattinata, al termine di un?assemblea che era stata convocata dalla rappresentanza sindacale unitaria per parlare del tragico avvenimento. Un?assemblea alla quale sono intervenuti tutti i lavoratori, i sindacati, e anche i vertici aziendali, in un clima di grande dolore e di frustrazione, dopo la tragedia del giorno precedente, preceduta meno di due mesi prima da un altro incidente che ha ridotto Simone Belardi in un letto di ospedale, paralizzato. Nell?assemblea si discusso di sicurezza nei luoghi di lavoro, non mancato anche qualche momento di tensione, tra il segretario generale della Cgil Lorenzo Centenari e i vertici dell?azienda, ma ha prevalso lo spirito costruttivo e dall?assemblea dei lavoratori partita la proposta di fare una mappatura dell?azienda, individuando zone e mansioni pi a rischio, per sottoporle all?impresa perch possano essere incrementate in modo significativo le misure di sicurezza. ®Si tratta di fare in modo – dice il segretario della Camera del Lavoro, Centenari – che la tragedia di mercoled non sia l?ennesima tragedia inutile, e che non si possa dire che tutto rimasto come prima¯. Nel corso dell?assemblea il discorso caduto anche sulle modalit dell?incidente in cui ha perso la vita Leonardo Fracassi. Si parlato di quel muletto, del fatto che non sembra fosse dotato di cinture di sicurezza e che non dovesse essere usato su terreni in pendenza. Centenari si guarda bene dal voler entrare nel merito della dinamica dell?incidente ®per rispetto – dice – della magistratura che sta indagando, della famiglia della vittima e anche dell?azienda¯, ma una proposta concreta la lancia. ®Perch con le nostre associazioni, le associazioni datoriali, la Asl – dice – non facciamo partire una campagna di bonifica, verificando i muletti che ci sono in decine e decine di aziende della nostra provincia e dotando, quelli che ne sono privi, di cinture di sicurezza? Non voglio dire che questo incidente si sia verificato perch non c?erano le cinture – ribadisce – ma se anche servisse a prevenire altri incidenti, potremmo dire che questa tragedia non sia stata vana¯. Per Centenari il ragionamento da fare, per, pi ampio. ®Serve una ricerca spasmodica – dice – della cultura della sicurezza che deve permeare tutti in azienda – dice – dai proprietari fino ai lavoratori, perch non deve succedere che anche la troppa confidenza che hai con un lavoro finisca per fregarti: bisogna che l?azienda trovi il modo di impedire che questo succeda¯ Enrico Pizzi da ‘Il Tirreno’
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