ÿSi sarebbe sfiorata la tragedia nello stabilimento Ansaldobreda di Pistoia lo scorso 20 agosto, quando si verificata una violenta fuoriuscita di olio sotto pressione dai vasi di espansione delle caldaie, che erano appena state riavviate dagli addetti alla manutenzione. A denunciare l?accaduto la Fiom-Cgil provinciale che sottolinea come, se l?episodio fosse accaduto durante una normale giornata di lavoro (lo stabilimento era chiuso per ferie), non possibile sapere di quale gravit sarebbero stati gli effetti sui lavoratori. Il cedimento avvenuto a livello di uno dei grandi serbatoi che si trovano ad un?altezza di circa otto metri, quasi al livello del tetto del capannone che ospita la centrale termica. ®La fuoriuscita – spiega la Fiom-Cgil – ha causato l?allagamento dei piazzali interni di olio e vapore¯. L?incidente avvenuto quando lo stabilimento era chiuso per ferie e all?interno si trovavano soltanto gli addetti alle varie manutenzioni e alla sorveglianza. ®Ma noi lo abbiamo saputo soltanto dieci giorni dopo – accusa Franco Guastini, del coordinamento nazionale Rsu Ansaldobreda – Tra gli operai giravano delle voci e ne abbiamo chiesto conferma all?azienda. Che lo ha ammesso. Un fatto di estrema gravit , l?azienda non aveva mai avuto in passato un comportamento simile: degli incidenti ci aveva sempre informato immediatamente. Ci ha molto amareggiato. Ed oltre a ci, nell?incontro abbiamo saputo che ancora non era stata individuata la causa scatenante dell?incidente. Quindi abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere l?Asl, che la settimana scorsa ha effettuato un sopralluogo ed ha avviato un?indagine¯. Ad oggi, l?impianto termico dello stabilimento di via Ciliegiole ancora fermo e lo rimarr fino a quando non si capir cosa non ha funzionato. Anche perch se il guasto dovesse ripetersi nel corso di un normale giorno di lavoro le conseguenze potrebbero essere fatali. Il piazzale su cui si riversato l?olio, la cui temperatura di esercizio arriva anche a 200 gradi centigradi (serve a scaldare l?acqua che poi circola nei radiatori), , infatti, un luogo di passaggio, dal quale i dipendenti transitano con grande frequenza. Oltre all?indagine sulle cause dell?incidente, l?Asl sta anche valutando le conseguenze dal punto di vista dell?inquinamento: ha gi effettuato dei carotaggi nel piazzale fino a dieci centimetri di profondit . La Fiom-Cgil, oltre a stigmatizzare il silenzio da parte dell?azienda, punta anche il dito contro l?esternalizzazione di certe attivit . ®Le attivit di manutenzione – spiega – gi da tempo sono state affidate ad un?azienda esterna. Questo a nostro avviso rappresenta un fattore di rischio che grava sulla sicurezza di tutti gli occupati in Ansaldobreda. La Fiom ha denunciato a pi riprese la necessit , per garantire la sicurezza interna, che la manutenzione sia riportata all?interno, dove pu, con un numero di addetti congruo e assunti in pianta stabile, essere svolta con capacit e competenze che tra l?altro sono gi presenti¯. ®Quello che accaduto – prosegue il sindacato – riafferma quanto sia necessario garantire la sicurezza in stabilimento e quanto sia importante che il presidio delle conoscenze e delle competenze appartenga all?Ansaldobreda e ai suoi dipendenti. Non si pu pensare che decentrare responsabilit e funzioni sia sempre il percorso pi conveniente. La manutenzione deve ritornare sotto il diretto controllo e dentro Ansaldobreda. Quanto accaduto un fatto gravissimo. Se la fortuna stavolta ha baciato i lavoratori, non si pu affidare alla fortuna la sicurezza e la vita delle persone, tanto meno ad un silenzio complice¯. da ‘Il Tirreno’
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