CASSA integrazione stabile, disoccupazione in crescita e aziende che ®spariscono¯ nel silenzio. E? il quadro che emerge all?ombra della Torre dai tre segretari provinciali delle sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil. I dati Cisl – aggiornati ai primi sei mesi del 2010 – parlano di un aumento delle persone iscritte ai centri per l?impiego della nostra provincia: erano 36237 a fine 2009, sono 37979 a fine giugno 2010. L?identikit: tra questi, 18.266 hanno superato i 39 anni e 10.379 hanno tra i 31 ed i 39 anni. ®Ci sono aziende in crisi in settori insospettabili come quelli della finanza e del credito ? afferma Gianfranco Bilanci, segretario generale del sindacato ? A livello locale ci sono pochi strumenti e che dovrebbero essere oggettivi e trasparenti¯. No ai soldi a pioggia. ®Siamo in una fase decisiva e si rischia invece che manchino soldi perch sono stati fatti interventi prima che potevano essere evitati. Bisogna guardare in faccia la realt . Non c? spazio per fare operazioni di immagine o di facciata¯. Le risorse dalla Regione: ®Per quanto riguarda Pisa non siamo ancora in grado di capire quanti sono e quando arriveranno¯. Sulla disoccupazione: ®Il problema soprattutto femminile. Serve una politica di orientamento attraverso corsi di formazione e l?affinamento dell?offerta di lavoro¯. Lontani dalla ripresa. ®Non abbiamo la sensazione ? dice Gianfranco Francese, segretario generale Cgil ? che per il comparto manufatturiero ci sia una ripresa, al momento¯. ®Tutti gli ammortizzatori sociali stanno andando in esaurimento. Per la cassa integrazione in deroga, oltretutto, ogni anno il fondo deve esser rifinanziato. Localmente, dunque, si va verso l?acutizzazione della crisi. Se non accadono fatti nuovi potremmo trovarci nelle prossime settimane alla chiusura di molte aziende. Non va meglio nel pubblico impiego. Secondo una prima stima, i licenizamenti silenziosi (persone che non sono state riassunte) hanno portato a una perdita di 78 posti tra tecnici amministrativi e 140 tra docenti¯. I segnali di ripresa? ®Prima del periodo estivo, sembrava che qualcosa si muovesse, ma evidentemente si trattata di una fiammata momentanea¯, spiega il segretario generale Uil Renzo Rossi. ®Anche perch le conseguenze vere e proprie della crisi dovranno arrivare. E, anche quando ci sar la ripresa sar a macchia di leopardo: alcuni settori ripartiranno, altri resteranno indietro. Per uscirne, occorre mantenere gli ammortizzatori sociali ponendo al centro i problemi della famiglia. Per questo, chiederemo un tavolo provinciale con tutti gli operatori, l?industria, gli artigiani, il commercio e l?universit ¯. Altro problema, le aziende che non investono nel nostro territorio. ®Chi investe da noi deve avere delle garanzie. E anche i sindacati devono cambiare e garantire periodi di patti sociali¯.an. cas. da ‘La Nazione’ÿ
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