Parte oggi la settimana di mobilitazione nelle universit proclamata da un ampio ventaglio di organizzazioni e associazioni della docenza universitaria. La protesta – che coinvolge tutti coloro che lavorano negli atenei (docenti, ricercatori, precari, lettori, personale tecnico-amministrativo insieme con gli studenti) – avr i suoi momenti clou domani con l’occupazione simbolica dei rettorati (dopo assemblee di ateneo) e mercoled con una manifestazione a Roma davanti al Senato. All’origine delle iniziative di lotta la drammatica condizione in cui versano gli Atenei per effetto dei tagli al finanziamento, in parte gi attuati, e in parte da attuare nel 2011 e 2012 e i contenuti del Disegno di Legge Gelmini in discussione al Senato. Un provvedimento che – a parere dei promotori delle proteste – intende scardinare il sistema nazionale dell’Universit pubblica, concentrando le scarse risorse in pochi Atenei ritenuti ‘eccellenti’ e ridimensionando il ruolo di tutti gli altri. Non solo. A livello locale, si aumenta ulteriormente di fatto il potere del Rettore e del Consiglio di Amministrazione e si afferma un modello che sar sempre pi costituito da pochi docenti di ruolo e da una ‘base’ amplissima di precari, in presenza di funzioni di docenza svolte e non riconosciute. Le organizzazioni e i sindacati della docenza hanno chiesto ai professori e ai ricercatori di protestare contro il Ddl governativo anche attraverso la rinuncia a ricoprire ogni incarico didattico aggiuntivo, come hanno gi cominciato a fare soprattutto i ricercatori in tante sedi. (ANSA).
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