Un piano Marshall per rilanciare l’industria a Prato: lo chiede Riccardo Marini, presidente dell’Unione industriale pratese, nella sua relazione all’assemblea annuale dei soci dell’associazione. Un’azione organica di rilancio che veda coinvolti attivamente tutti i soggetti interessati, ha spiegato Marini, auspicando un intervento che tenga conto di situazioni come quella in cui versa la filiera tessile, che prioritario salvaguardare come garanzia di una possibilit di ripresa reale ed efficace: l’augurio che il piano moda della Regione Toscana, dice il presidente pratese, possa dare un contributo importante. Secondo Marini tuttavia va evitata l’espulsione dal mercato di quelli che sembrano rami secchi, ma in realt potrebbero essere solo rami malati, infettati da distorsioni dei rapporti economici e commerciali: parte di questi problemi dipendono dall’Europa – ha aggiunto – che da un lato d regole stringenti alle imprese del continente, ma dall’altro appare molto poco decisa nel chiedere reciprocit . Alle amministrazioni locali, ha detto Marini, chiediamo di porre in atto tutto quanto il possibile per conseguire quello che riteniamo il vero e unico obiettivo di Prato, rilanciare l’industria. Un rilancio per cui necessario agire su infrastrutture, efficienza nei servizi, tariffe e tributi non vessatori, creando allo stesso tempo collegamenti efficienti, e di conseguenza andare avanti con tramvie, aeroporto, interporto, alcune infrastrutture viarie ed autostradali. Inoltre, sottolinea Marini, serve un piano organico e realmente spendibile di marketing territoriale, ma prima bisogna sciogliere il nodo-legalit legato soprattutto al distretto cinese, perch dobbiamo sostenere le buone e corrette imprese e non andare a favorire chi, italiano o cinese che sia, opera scorrettamente, e apre un’attivit con la stessa disinvoltura con cui la chiude.(ANSA).
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