Un piano triennale per il lavoro che nella sola pubblica amministrazione permetterebbe la creazione di 400 mila posti. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ritorna sulla necessita’ di definire un piano straordinario per il lavoro e l’occupazione.Aprendo i lavori del sedicesimo congresso della Cgil a Rimini, Epifani sostiene la proposta con dei dati precisi.La sospensione per tre anni (2011-2013) – sottolinea – dei tagli al pubblico impiego e alla scuola, con lo sblocco pieno del turn over, puo’ fare recuperare fino a 400 mila posti di lavoro nello stesso periodo.Secondo il leader della Cgil, in ogni caso, i ‘benefici di un’azione triennale sul lavoro potrebbe avere ricadute positive anche in altri settori. Un piano di investimenti pubblici e privati – spiega – direttamente orientati a ricerca e sviluppo, con le ricadute sui processi e le innovazioni di prodotto, possono portare fino a 150 mila nuovi posti.Per Epifani, inoltre, un impianto di politica industriale sostenuto da meccanismi d’incentivazione, come sgravi fiscali e crediti di imposta (sul modello del piano europeo per l’occupazione di Delors del ’93, della finanziaria del 2001 del governo Amato che creo’ 320 mila posti di lavoro e della finanziaria del 2007 del governo Prodi) puo’ dare vita fino a 300 mila posti di lavoro.E ancora – aggiunge – la riconversione verso la green economy produrrebbe in tre anni 70 mila posti, con una forte propensione a salire negli anni a venire. Per Epifani, poi, un piano di micro opere infrastrutturali da realizzare a livello comunale tramite una flessibilita’ intelligente del patto di stabilita’ interno, aggiungerebbe 150 mila posti di lavoro.Una manovra complessa – sottolinea ancora Epifani – che con un terzo di nuova occupazione da creare nel mezzogiorno e attenta al lavoro delle donne, abbasserebbe la percentuale dei tassi reali di disoccupazione dal 10% del quarto trimestre del 2010 al 7,5% del quarto trimestre del 2013. asca
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