Due dipendenti della Cam – societ del gruppo Compagnia Portuale che gestisce i contenitori vuoti – sono stati licenziati per aver raggiunto gli spogliatoi prima della fine del turno. Ma, prima che venisse proclamato lo sciopero di solidariet dei colleghi, ieri sera l?azienda ha ritirato i provvedimenti. La vertenza individuale sembra risolta. Ma la questione che ha scaturito la vertenza resta intatta. Tutto verte attorno al riconoscimento come orario di lavoro del tempo per la vestizione e la svestizione dei dispositivi di protezione individuale: scarpe antinfortunistiche, tuta, giaccone aziendale. I lavoratori della Cam lo hanno chiesto insistentemente nel corso della trattativa per il nuovo contratto integrativo ma – a quando riferiscono i lavoratori – l?azienda ha sempre detto no. ®E? una questione per noi non marginale – spiegano i lavoratori – dato che gli spogliatoi distano dal luogo di lavoro 800 metri¯. Stando a quanto si riferisce da parte sindacale, il 23 marzo scorso due lavoratori si sono incamminati verso gli spogliatoi anzitempo: ®Dieci minuti prima, non di pi. Fra l?altro, uno dei lavoratori aveva bisogno del bagno¯. Fatto sta che l?azienda ha prontamente segnalato che i due operai si erano assentati dal lavoro. E? partita la contestazione di addebito, a cui i due lavoratori – assistiti dall?ufficio vertenze della Cgil – hanno risposto. Risposta evidentemente poco convincente, dato che venerd mattina sono state recapitate le due lettere di licenziamento. Il provvedimento stato poi ritirato ieri sera, dopo un incontro tra i vertici dell?azienda – l?amministratore delegato Vizzi e il presidente Raugei – e il rappresentante del sindacato e dietro la minaccia incombente di sciopero. Da alcuni mesi la Compagnia Portuale ha venduto il pacchetto di maggioranza ad una societ di riparazione di contenitori, mantenendo una quota del 20 per cento. Un nuovo assetto che – secondo i lavoratori – avrebbe peggiorato le relazioni dentro l?azienda. C.M. da Il Tirrenoÿ
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