EMERGENCY: IL CORRISPONDENTE DEL TIMES, UNA VICENDA OSCURA

Il corrispondente del Times dall’Afghanistan ha confermato a Peacereporter le parole del portavoce del governatore di Helmand, che al giornalista britannico aveva riferito di una presunta ammissione di colpa da parte dei tre volontari di Emergency arrestati.Ribadisco che in due occasioni ha detto che gli italiani hanno confessato cio’ che veniva addebitato loro, ovvero il tentativo di organizzare un complotto per uccidere il governatore della provincia, ha detto Jerome Starkey. La mia prima impressione e’ stata che si trattasse di una cosa insolita, ed io per primo sono rimasto fortemente sorpreso da una tale dichiarazione. Per questo gliel’ho chiesto una seconda volta. Lui ha risposto che gli italiani e gli altri avevano confessato il loro crimine.Il portavoce del governatore locale, secondo il giornalista, ha detto anche altre cose cosi’ bizzarre che non le abbiamo neppure pubblicate. Tra queste anche quella che alcuni medici ‘farabutti’ di Emergency avrebbero eseguito amputazioni non necessarie a poliziotti e soldati afgani.Questa cosa mi ha molto colpito, l’ho ritenuta talmente bizzarra da non ritenerla degna di pubblicazione.A Peacereporter Starkey ha aggiunto che in Afghanistan, su accadimenti come questi, e’ sempre possibile che ci siano elementi a sostegno di una motivazione politica. Per il giornalista si tratta di qualcosa di molto insolito, direi quasi oscuro. Una cosa so, che uno dei tre italiani fermati, ogni qualvolta si presentava qualcuno armato, che si trattasse di polizia afgana, di militari Nato, talebani, li rimproverava aspramente. Mi meraviglierebbe davvero parecchio che uno cosi’ possa essere implicato in un complotto per fare fisicamente del male a un altro essere umano. asca

Pulsante per tornare all'inizio