Il 2010ÿ®sar un anno pesantissimo per l’occupazione, il 2011 pure¯. Lo ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, durante il suo intervento al congresso costitutivo della nuova federazione Filctem, esprimendo preoccupazione per il riprendere dei ®giochi finanziari¯ che sono stati all’origine della crisi.Il leader sindacale ha ribadito le sue critiche al Governo ®che ha fatto poco e poteva fare di pi¯, ma ha anche ha puntato il dito contro la Ue, ®che sta dando il peggio di s, come dimostra la vicenda del deficit della Grecia¯.Per uscire da questa crisi ®serve uno sforzo particolare¯, ma ®non vorrei che alla fine uscissimo con un Paese pi povero nella sua base manifatturiera¯. ? per questo che il sindacato guarda con attenzione e ®si arrabbia¯ per alcuni particolari processi.®Il settore tessile – ha aggiunto, riferendosi a quelli seguiti dalla Filctem – stato in grado di governare il cambiamento, cos quello chimico, mentre a rischio quello elettrico, ¯che si aperto al mercato senza troppe attenzioni®. Per Epifani il quadro generale richiede ¯un p pi di politica, un p pi di idea Paese, un p pi di progetto: durante la crisi bisogna fare cose che ci mettano in condizione di uscirne con meno danni®. Ma ¯non possimo essere l’unico Paese al mondo in cui si riducono gli investimenti, l’attenzione e le risorse per la ricerca e l’innovazione, la capacit di governare la politica delle infrastrutture®.Ricerca e innovazione sono un’altra via strategica di uscita: ma qui ¯siamo addirittura tornati indietro rispetto al 1993 quando con il governo Ciampi definimmo l’obiettivo del 3% tra spesa pubblica e spesa privata come target da assegnare alla ricerca. Gli altri investono il 4, il 5%®.(ANSA).
114 minuto di lettura