SCUOLA: PRESIDI, COSTRETTI A CHIEDERE SOLDI A FAMIGLIE PER SOPRAVVIVERE

‘Se i presidi si trovano costretti a chiedere contributi volontari alle famiglie e’ solo per ragioni di sopravvivenza dal momento che lo Stato non onora le responsabilita’ che ha nei confronti delle scuole.Cosi’ Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalita’ della scuola (Anp), intervistato dall’ASCA, risponde al richiamo del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che, in un’intervista, ha invitato i presidi a non chiedere soldi alle famiglie.I contributi volontari – ha detto ancora Rembado – dovrebbero essere usati per il miglioramento dell’offerta formativa, ma in realta’ vengono usati per tutt’altro perche’ lo Stato non ha dato 1 euro neppure per la carta fotocopiatrice. Dunque, i contributi vengono spesi per l’acquisto di materiali di facile consumo o anche per la tenuta dei laboratori.Insomma, chiosa Rembado, lo Stato si assuma le sue responsabilita’ e i presidi faranno lo stesso ASCA

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