FMI: MEGALE (CGIL), SI ALLARGA DIVARIO CON ALTRI PAESI

La verita’ e’ che nella crisi il governo non sta facendo quanto necessario e intanto si allarga il divario con gli altri paesi europei. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, in merito alle stime del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nell’aggiornamento del World Economic Outlook.Le previsioni del Fmi ci dicono, infatti che senza interventi a difesa dell’occupazione e di sostengo alla domanda interna, e dunque ai redditi da lavoro e da pensione – prosegue Megale -, saranno necessari 67 anni per tornare ai livelli pre crisi. Secondo il dirigente sindacale la ragione principale di questa piu’ bassa crescita dell’economia italiana, rispetto a paesi come Germania, Francia e Inghilterra, risiede nella totale assenza di qualsiasi progetto di politica industriale, di sostegno all’occupazione e di riforma fiscale.Su questo ultimo punto, in particolare, per Megale appare evidente la tendenza del nostro governo a non stimolare equita’ e crescita attraverso provvedimenti di natura fiscale, mentre tutti gli altri governi dei paesi industrializzati hanno invece scelto la leva fiscale per sostenere i redditi da lavoro e di conseguenza la domanda interna. Per questo la Cgil, soprattutto in una fase cosi’ dirimente come quella attuale, e con la dovuta attenzione all’equilibrio dei conti pubblici, ha aperto una vertenza con il governo per un fisco giusto: una riforma fiscale basata su un principio di redistribuzione del reddito e della ricchezza, gia’ visto nella storia di tutti i principali paesi europei, anche in questa crisi, che porti in tre anni a lavoratori dipendenti e pensionati 100 euro in piu’ in busta paga ogni mese, attraverso elementi di forte solidarieta’ generati da una vera, e non mediatica, lotta all’evasione e da un’imposta su gli ‘ultraricchi’.Una misura che sulle orme del governo inglese, francese e di quelli scandinavi, permetta all’Italia di ritrovare una crescita ed uno sviluppo tanto equilibrati quanto in espansione. Solo cosi’ – conclude Megale – il nostro Paese puo’ ambire ad una relazione diretta tra lavoro, cittadinanza e stato. In una parola democrazia. com-sensamrob

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